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Fibromialgia: con le cure termali si può stare meglio

31/07/2019

Fibromialgia: con le cure termali si può stare meglio


Le cause della fibromialgia non sono ancora del tutto chiare: si ritiene che possano essere fattori biochimici, genetici, ambientali, ormonali e psicologici (dopo un trauma, dinamiche familiari negative, abusi fisici o sessuali). Spesso i disturbi si sviluppano gradualmente nel corso della vita. Il dolore muscolo-scheletrico diffuso cronico, l’astenia marcata e i disturbi del ritmo sonno-veglia, rappresentano il nucleo centrale dell’ampio corteo sintomatologico che caratterizza la fibromialgia.

Nello scenario clinico dei pazienti con questa malattia, troviamo anche una storia di cefalea, colon irritabile, cistite “interstiziale”, disturbi dell’attenzione e mnesici (rientrati nel cosiddetto “fibro fog”), calo del tono dell’umore, disturbi parestesici/disestesici, ecc. La malattia colpisce più frequentemente le donne ed è spesso secondaria ad altre malattie reumatiche e non reumatiche, negli altri casi è primaria. L’approccio terapeutico è complesso, non univoco e comprende interventi farmacologici e non, definiti di volta in volta sulla base della sintomatologia predominante nel singolo paziente. In particolare, è emerso che le strategie di self-management (ad esempio l’esercizio fisico, le tecniche psicologiche, la modifica dello stile di vita) che determinano la partecipazione attiva del paziente, dovrebbero essere parte integrante del programma terapeutico.

Secondo le più recenti linee guida di riferimento (EULAR 2017), l’esercizio fisico, in particolare quello svolto sotto la supervisione del fisioterapista “specializzato”, rappresenta una delle armi più potenti; in secondo luogo troviamo numerosi altri trattamenti non farmacologici, tra cui la terapia termale (idroterapia/balneoterapia), l’agopuntura, le terapie cognitivo-comportamentali, le discipline di meditazione e rilassamento muscolare (yoga, qigong, tai chi), e farmacologici (anti-epilettici, tramadolo, inibitori del reuptake della serotonina, ecc.).

Per quel che concerne il tipo di trattamento termale che ha dato i risultati più promettenti nell’ambito della fibromialgia, le migliori evidenze sono state riscontrate con l’idroterapia e la balneoterapia che, seppur molto simili, differiscono nella tipologia di acqua utilizzata: nell’idroterapia si utilizza l’acqua minerale naturale, mentre nel caso della balneoterapia un’acqua minerale termale proveniente da sorgenti naturali, ma anche gas naturali (zolfo, anidride carbonica, iodio, ecc.) e fango.

L’efficacia di questi trattamenti sul dolore appare correlata sia alle caratteristiche fisiche e chimiche dell’acqua minerale termale utilizzata sia a fattori psicologici che promuovono il benessere psicofisico. I dati recenti pubblicati dimostrano l’evidenza di una lieve riduzione del dolore nei soggetti sottoposti a idroterapia ed un relativo miglioramento del principale indice di qualità della vita (valutato mediante FIQ - Fibromyalgia Impact Questionnaire) al termine del ciclo di trattamento. Per quanto riguarda la balneoterapia, l’evidenza è di una riduzione di grado medio marcato del dolore al termine del trattamento e, di conseguenza, anche di un sensibile miglioramento del suddetto indice (FIQ). Tali risultati sembrerebbero essere mantenuti anche nel follow-up a breve termine. In conclusione, la terapia termale rappresenta l’opzione di trattamento non farmacologica del dolore nei pazienti con fibromialgia e può e deve essere associata ad altre strategie terapeutiche, in particolare l’esercizio fisico.

a cura della dott.ssa Eleonora Di Donato
Medico chirurgo specialista in reumatologia Clinica Reumatologica
Ospedale Carlo Urbani di Jesi (AN)

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Articolo dalla rivista "Terme di Frasassi" n.2